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Tutti i governi sono ormai sempre più consapevoli della relazione tra il rilascio in atmosfera di alcune sostanze ed i cambiamenti climatici globali.
La terza relazione del Comitato Intergovernativo delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (IPCC), pubblicata nel 2001, afferma che è evidente l’influenza delle attività umane sul clima globale, anche se l’intensità di questi impatti presenta tuttora margini d’incertezza. Le concentrazioni atmosferiche dei gas considerati climalteranti sono comunque molto aumentate rispetto all’epoca preindustriale, con il conseguente innalzamento della temperatura media globale degli strati più bassi dell’atmosfera di 0,6 °C rispetto a circa un secolo fa.
Il Protocollo di Kyoto prende in considerazione le emissioni di origine antropica di sei gas, noti come gas serra (GHG): l’anidride carbonica (CO2), il metano (CH4), il protossido di azoto (N2O), gli idrofluorocarburi (HFC), i perfluorocarburi (PFC) e l’esafluoruro di zolfo (SF6).
Anche in Italia la “Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile” prevede il monitoraggio dell’emissione di questi gas serra da processi energetici.


Energia e ambiente nella Regione Lombardia

Il settore dell’energia ricopre un ruolo determinante per lo sviluppo sostenibile, in quanto chiave di volta tra lo sviluppo economico e le problematiche legate all’inquinamento atmosferico ed ai cambiamenti climatici. In Lombardia - analogamente a quanto avviene in tutti i Paesi avanzati - il consumo di energia è in continuo aumento, e l’industria è il settore economico che registra la maggiore quota di consumi, con un valore prossimo ad un terzo del totale e al di sopra della media nazionale.
Il Programma Energetico Regionale analizza i punti critici del sistema energetico, e definisce obiettivi e strumenti dell’azione regionale. Nel PER sono recepiti gli obiettivi ambientali derivati sia dai Programmi d’Azione Ambientale europei sia dalla ratifica di accordi internazionali sulla riduzione delle emissioni in atmosfera.
Particolare attenzione è rivolta soprattutto alla riduzione delle emissioni climalteranti, all’incremento dell’uso delle fonti rinnovabili, al miglioramento dell’efficienza energetica non solo delle grandi centrali termoelettriche, ma anche agli impianti domestici. Il settore residenziale infatti ha grande rilevanza - è al secondo posto al pari dei trasporti - nei consumi energetici della regione: le pressioni ambientali che genera sono costituite tra l’altro dalle emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti tra cui spiccano le polveri fini (PM10).
Per quanto riguarda la produzione di energia da fonti rinnovabili, la Lombardia conferma il proprio interesse alla realizzazione o riattivazione di piccoli impianti idroelettrici, ma sostiene anche sistemi che prevedono la cogenerazione, la termovalorizzazione dei rifiuti, l’uso delle biomasse e dell’energia geotermica, solare ed eolica.

 
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