Sviluppo energetico e inquinamento dell’aria sono fenomeni paralleli. E globali, se si considera che i combustibili estratti in una parte del mondo vengono utilizzati in centrali di tutt’altri luoghi, o che gas inquinanti prodotti in alcune grandi città si diffondono nell’aria fino a raggiungere regioni molto remote.
Per affrontare tali problemi dunque è necessario cooperare tra stati. Negli anni, l'UE ha sottoscritto numerosi accordi con altri paesi per affrontare i problema della qualità dell’aria:
| 1979 |
La Geneva Convention on Long Range Transboundary Pollution (l'inquinamento che va oltre i confini nazionali a lungo termine) fissò degli obiettivi per ridurre le emissioni acidogene. Dalla sua attuazione, le emissioni di zolfo in tutta Europa sono diminuite in maniera significativa, ma con l'aumento del traffico stradale non si hanno avuto effetti significativi sulle emissioni di ossido di azoto. |
1985 |
La maggior parte dei paesi dell'UE adottò un accordo chiamato il Protocollo sulla riduzione delle emissioni di zolfo, per ridurre l'emissione di biossido di zolfo del 30 % (rispetto ai livelli del 1980) entro il 1993. Fu noto come il club del 30 %. Tutti i paesi che firmarono il protocollo, ed anche molti paesi che non lo fecero, riuscirono ad arrivare a queste riduzioni. |
1987 |
Il Protocollo di Montreal fissò gli obiettivi e le scadenze per la riduzione dei gas dannosi allo strato di ozono. Come risultato, i CFC - i più dannosi - non sono più stati utilizzati nell'Unione europea. |
1988 |
L'UE introdusse una direttiva (Legge UE) che richiedeva alle centrali e alle industrie nei settori dell'energia, del metallo, chimico, del legno e della lavorazione delle scorie di ridurre le emissioni di biossido di zolfo e di ossidi di azoto. Limiti simili furono applicati all'incenerimento dei rifiuti, ai trasporti, alla generazione di energia e di riscaldamento. |
1992 |
Al "Summit della Terra" a Rio, in Brasile, l'UE sostenne la Convenzione delle Nazioni Unite in materia di mutamenti climatici, che stabiliva il principio dello "sviluppo sostenibile". Ciò significa migliorare la qualità della nostra vita senza arrecare danni all'ambiente, alle generazioni future o ai popoli delle nazioni ricche ed in via di sviluppo. |
1994 |
Una serie di paesi europei sottoscrisse il Secondo protocollo per lo zolfo e da allora, tutti gli Stati membri hanno raggiunto l'obiettivo di ridurre le emissioni di acido del 35 % rispetto ai livelli del 1990. Si prevedono ulteriori riduzioni delle emissioni di biossido di zolfo nel prossimo decennio. |
1996 |
segnò il lancio del Programma benzina per auto, che fissa norme energetiche più severe per le auto private. |
1997 |
A Kyoto in Giappone, l'Unione europea promise di ridurre le emissioni di biossido di zolfo del 50 % rispetto ai livelli del 1990 entro il 2010 e le emissioni di ammoniaca del 30 % rispetto ai livelli del 1990. Soprattutto, gli esperti ritengono che gli obiettivi inerenti al biossido di zolfo siano raggiungibili. Tuttavia, la situazione dell'ossido di azoto è molto preoccupante e ben poco è stato fatto per affrontare le emissioni di ammoniaca. |
2001 |
Fu lanciato il programma Clean Air For Europe (Aria pulita per l'Europa) (CAFE) allo scopo di trovare dei mezzi per fermare l'inquinamento atmosferico che arreca danni alla salute dell'uomo e all'ambiente. |
|