Con il termine “filiera bosco-legno” si definisce l'insieme di passaggi successivi che portano dalla produzione di legname al suo utilizzo finale come combustibile. Le fasi principali sono il taglio, la depezzatura, il trasporto (che avviene in più punti lungo la filiera), l'essicazione o stagionatura, il deposito e l'utilizzo finale.
Il taglio delle piante negli ambienti boschivi è in genere effettuato da operai e imprese forestali specializzate che operano nel rispetto delle norme forestali regionali (Regolamento Regionale N° 5/2007). Il materiale tagliato viene quindi generalmente trasportato nei deposito di stoccaggio per la stagionatura; qui a seconda del tipo di utilizzo e delle condizioni locali può essere immediatamente la depezzatura o a questa si può far precedere la fase di essicazione.
La depezzatura nel caso di produzione di tronchetti avviene in genere dopo circa 2 anni di stagionatura, nel caso del legno in scaglie viene invece effettuata sul legno fresco e il cippato ottenuto viene venduto subito, o dopo un'essicazione molto breve.
Perchè l'utilizzo del legno come fonte energetica alternativa ai combustibili fossili possa contribuire alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica e gas serra nell'atmosfera è necessario che la filiera si sviluppi su scala locale e che quindi venga utilizzata legna proveniente da boschi situati entro un raggio massimo di una ventina di km dal luogo in cui viene consumata. In caso contrario le emissioni dovute al trasporto e alla lavorazione del legno prima del suo utilizzo finale, annullerebbero i vantaggi legati al suo utilizzo come fonte rinnovabile.
La stagionatura
La fase di essicazione è indispensabile per permettere una riduzione del contenuto di umidità del legno, che ne diminuisce nettamente il potere calorifico. Nel legno fresco l'umidità calcolata sul peso secco è in genere intorno all'80% ed il potere calorifico è di circa 9 MJ/kg, il legno stagionato invece viene venduto solitamente con un contenuto di umidità pari a circa il 25% e il potere calorifico è nettamente superiore: circa 14 MJ/kg. |
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| Forme di utilizzo del legname |
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Tronchetto
Il tronchetto è la forma di utilizzo del legno tradizionale e più diffusa in ambito domestico. La dimensioni del tronchetto variano dai 30 cm ai 50 cm, fino al metro di lunghezza a seconda del tipo di impianto utilizzato. Viene venduto dopo circa 2 anni di stagionatura con un'umidità compresa fra il 20 e il 25%. |
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Cippato o scaglie
Il cippato è prodotto grazie alla sminuzzatura del legno solitamente fresco effettuata con apposite macchine chiamate cippatrici. Per la produzione di cippato si utilizzano solitamente scarti di lavorazione della legna, ramaglie e potature di alberi e arbusti cittadini. Viene in genere commercializzato fresco con un contenuto di umidità pari al 35%. Ha il vantaggio di essere poco costoso ma ha un potere calorifico inferiore rispetto ai tronchetti e ai pellets e occupa un volume nettamente superiore a parità di peso. |
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Pellets
Il pellets è la forma più moderna ed efficiente di utilizzo della legna dal punto di vista energetico. Si tratta di cilindri di un diametro compreso tra 6 e i 12mm e di lunghezza compresa tra 12 e 18 mm, prodotti da particolari macchine (pellettizzatrici) a partire da segatura o trucioli di legna senza l'utilizzo di collanti. La compattezza e il basso contenuto di umidità (< 10%) fanno si che il potere calorifico dei pellets sia molto elevato (18 MJ/kg) e ne riducono notevolmente l'ingombro; il rovescio della medaglia è legato ai maggiori costi energetici necessari per la produzione e al fatto che i pellets in commercio spesso provengono da aree molto lontane da quelle in cui vengono utilizzati; tuttavia la diffusione sul mercato italiano è ancora limitata ed è probabile che in futuro con l'aumentare della richiesta si sviluppino maggiori produttori locali. |
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