LA COMBUSTIONE DEL LEGNO
Le biomasse legnose sono state per secoli la più diffusa fonte energetica utilizzata nelle attività umane. Durante le prime fasi della combustione, il legno subisce un processo di essicazione che porta all'evaporazione dell'umidità presente e quindi (a temperature comprese fra i 100 e i 600° C) libera ingenti quantità di sostanze volatili (degassificazione) che arrivano a rappresentare circa l'85% del peso secco iniziale del legno, lasciando una componente solida costituita da carbone di legna. Successivamente, la fase di combustione vera e propria, “brucia” a temperature comprese fra i 600 e gli 800/1000° C, i gas prodotti e il carbone di legna (pari a circa il 15% del peso iniziale) liberando energia termica e lasciando come residuo una quantità di cenere pari a circa l'1% del peso iniziale.

EMISSIONI
In condizioni ideali la combustione del legno produce emissioni gassose formate da vapore acqueo, anidride carbonica (globalmente neutra), ossidi di azoto (NOx) e polveri. Il tipo e l'efficienza della combustione tuttavia influenzano moltissimo le quantità e il tipo di emissione e una combustione non corretta determina una aumento esponenziale nella produzione di polveri sottili e l'emissione di ulteriori componenti gassose come ossidi di zolfo (SOx) e monossido di carbonio (CO).
L'utilizzo di stufe e camini efficienti e moderni è quindi di importanza fondamentale per un utilizzo delle biomasse legnose che garantisca una resa energetica ed economica soddisfacente e preservi la qualità dell'aria riducendo le emissioni di sostanze inquinanti nell'atmosfera.
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BIOMASSE SÌ, MA CON ATTENZIONE!
La legge regionale n° 24 del 2006 della Regione Lombardia stabilisce norme e interventi per la riduzione delle immissioni inquinanti in atmosfera e per la tutela della salute e dell'ambiente. Grazie a questa legge dalla giunta regionale vengono prese una serie di iniziative volte al controllo e alla riduzione dei gas di scarico e delle emissioni inquinanti prodotte dagli autoveicoli, dalle industrie e dagli impianti domestici, alla certificazione energetica degli edifici e alla promozione dell'utilizzo di fonti energetiche alternative quali le biomasse.
In quest'ottica i problemi di inquinamento legati alle emissioni di polveri sottili e sostanze inquinanti da parte di generatori di vecchio tipo hanno necessariamente orientato le normative regionali a favorire un utilizzo moderno, efficiente e a basse emissioni inquinanti delle biomasse. Per questo motivo i “Piani d'azione per il contenimento e la prevenzione degli episodi acuti di inquinamento” proibiscono l'utilizzo di biomasse legnose come fonte di riscaldamento in camini aperti e in camini chiuse e stufe che non garantiscono basse emissioni inquinanti (legate soprattutto alle polveri sottili e al monossido di carbonio) e un rendimento energetico superiore al 63%.
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